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Il titolo che si alza dalla linea

Una finestrella sfoglia i fotogrammi come un proiettore, poi esplode a tutto schermo mentre il titolo, schiacciato fino a sembrare una riga, si alza alla sua altezza.

Transizioni, Testo, ImmaginiGSAPMediaA vita

Il codice

Una cartella che funziona da sola: index.html, style.css, script.js e le librerie da CDN.

Il codice di questa animazione è nell’accesso a vita.

L’anteprima resta libera: guardala, rallentala, provala sul telefono.

Accesso a vita

Cosa fa

Al caricamento lo schermo è buio e al centro c'è solo una finestrella. Dentro, i fotogrammi scendono uno dopo l'altro, ognuno che copre il precedente, come diapositive in un proiettore; ai lati salgono quattro didascalie. L'ultimo fotogramma si ingrandisce fino a superare lo schermo mentre la finestra stessa si apre, così la foto cresce dentro una cornice che si allarga. A quel punto compare una riga gialla: è il titolo schiacciato, che si alza fino alla sua altezza mentre le didascalie si separano e lo incorniciano sopra e sotto. Chiude un lampo di fotogrammi dietro le lettere.

Come funziona

Il proiettore

I fotogrammi sono impilati al centro, tutti con clip-path inset(0 0 100% 0). Un solo tween li porta a inset(0) con uno stagger uguale alla durata: quando uno ha finito di scendere parte il successivo. Nella callback onComplete dello stagger si nasconde quello sotto, così resta sempre una sola immagine accesa.

La finestra che si apre

Tutto sta in un contenitore a schermo pieno ritagliato con clip-path. L'ultimo fotogramma anima larghezza e altezza fino al 120% dello schermo (expo.inOut) e, 0,3 secondi dopo, il ritaglio del contenitore va a inset(0) (circ.inOut). Sono due movimenti insieme: l'immagine si ingrandisce dentro una cornice che si sta aprendo.

Il titolo dalla linea

Il titolo riempie la larghezza: lo script lo misura a 100px e lo scala. Parte con scaleY 0,012, quindi si vede come una riga, e va a 1 in mezzo secondo con circ.inOut. Le didascalie sono ancorate alla linea di mezzo e si spostano di calc(var(--apri) * var(--meta)): --meta è mezzo titolo in pixel, --apri va da 0 a 1 insieme al titolo.

Il lampo

Alla fine tutti i fotogrammi vanno a tutto schermo e si accendono uno alla volta con set di visibility a 0,12 secondi di distanza, sotto un velo scuro che abbassa il contrasto. Poi resta l'ultimo, scurito, dietro il titolo.

Valori da cambiare

NomeFileDi partenzaCosa cambia
SCATTOscript.js0.3Secondi fra un fotogramma e il successivo nella finestrella.
INGRANDIMENTOscript.js1.2Di quanto l'ultimo fotogramma supera lo schermo quando esplode.
LAMPOscript.js0.12Secondi per fotogramma nel lampo finale. Con 0 il lampo non c'è.
VELOscript.js0.5Quanto si scurisce la foto sotto il titolo, da 0 a 1.
ALTEZZA_MAXscript.js0.62Il titolo non supera questa frazione dell'altezza dello schermo, anche se in larghezza starebbe più grande.

Quando usarla

Per l'ingresso di un sito fatto di fotografie: un reportage, un evento, una collezione. Alla prima visita soltanto: la seconda volta basta il titolo già al suo posto.

Sul telefono

La finestrella si stringe, il titolo va su due righe e le didascalie diventano più strette; tutto il resto è uguale.

Con il movimento ridotto

Niente proiettore né lampo: la scena finale compare subito, con il titolo al suo posto e la foto scurita.

Trappole

  • Un clip-path scritto con calc() non si anima bene: calcola il ritaglio iniziale in pixel e poi portalo a inset(0px 0px 0px 0px).
  • Misura il titolo solo dopo document.fonts.ready: con il carattere di riserva la larghezza è diversa e il titolo esce dallo schermo.
  • Il lampo è una luce che cambia dieci volte al secondo: tienilo breve, sotto un velo scuro, e mai con il movimento ridotto.
  • A fine animazione riporta le misure in vw e vh: i pixel calcolati all'inizio non seguono la finestra quando cambia misura.

Librerie

GSAP 3.15.0, Mona Sans (font variabile) 5.3.0.

Peso: 21 KB dei nostri file.

Collaudo

Provata il 27 settembre 2026

  • Computer: Fatto
  • Telefono: Fatto
  • Movimento ridotto: Fatto
  • Safari su iPhone: Fatto

Licenza d’uso

Puoi usarla nei tuoi progetti e in quelli dei tuoi clienti. Non puoi rivenderla né ridistribuirla così com’è. GSAP resta sotto la sua licenza Standard. Licenza completa.

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