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Landing page

Per la pagina di un prodotto, di un’app o di un servizio: il logo che entra, il titolo e il pulsante principale, il racconto allo scroll, come funziona e i servizi, chi lo usa già, i prezzi, le domande e la lista d’attesa.

162 pezzi

Ogni pezzo si guarda dal vivo, si regola nel Playground e si copia da solo; nello zip ci sono tutti, ognuno nella sua cartella.

Altri loghi essenziali

Il nome del prodotto che si posa con calma in apertura: le lettere che atterrano nelle loro ombre, che si agganciano alle righe del disegnatore di caratteri, che un cubo stampa rotolando, fatte di particelle che il puntatore soffia via o di strati che si aprono a ventaglio, che si compone mentre un ventaglio di foto se ne va nel blur, che si mette a fuoco nel mirino di un telemetro, o che cresce come un corallo.

Loghi per chi costruisce

Per uno studio di ingegneria, una ditta di strumenti o un’impresa edile: il logo che cade storto su una trave e si mette in bolla; o il nome di uno studio d’interni che si stringe dall’orizzonte.

Sport e scuole

L’apertura del sito di una palestra, di un club o di una scuola: il sacco di cuoio della boxe che si prende i colpi e dondola, il cruscotto della scuola di volo dove il puntatore è la cloche, il circolo di curling con le pietre delle lettere che si fermano nella casa.

Artigiani e botteghe

L’apertura del sito di una bottega: il nome di una bottega di candele fatto di cera, che cola vicino alla fiamma; e il nome di una cartiera dipinto ad acquerello sulla carta bagnata; e la frase di un laboratorio di vetro che si riempie d’acqua scorrendo.

Il progetto allo scroll

Per presentare un edificio, un quartiere, un prodotto fatto di parti o un viaggio: forme che cambiano con lo scroll, una pianta che passa sotto le nuvole, una strada da guidare fino all’arrivo una macchina che attraversa l’autolavaggio fase per fase, una mongolfiera che sale dalla valle sopra le nuvole e una chitarra fatta a mano che si costruisce pezzo per pezzo.

Un prodotto, in pulito

La pagina di un prodotto da guardare scorrendo, come quella di un marchio di ruote in carbonio: la ruota che si avvicina e diventa argento, i titoli che arrivano lettera per lettera, i cerchi sottili che segnano i capitoli, il pulsante di un altoparlante con le linee di campo che si invertono quando si connette; un disco d’acciaio che gira e si posa sotto il nome di un negozio di oggetti; la spina di una lampada che si attacca scorrendo e accende la frase.

Un gioco da lanciare

Per la pagina di un gioco o di un’app: due parole che cadono a pixel e una pagina che risponde al puntatore come uno schermo.

Prezzi da toccare

La tabella dei prezzi di un abbonamento con un oggetto vero per ogni piano: le macchine fotografiche di un laboratorio di pellicola che scattano col flash, e la scatola dei rullini che si riempie passando all’anno.

Iscriversi, in pulito

Il nome della propria pagina da prenotare e la lista d’attesa disegnata come una fila di tacche e il pulsante che scrive un terremoto prima di metterti in lista; e l’iscrizione alla rivista di una stamperia, col pulsante che si imprime nella carta; e la newsletter con la chiocciola che si disegna mentre si scrive l’indirizzo.

Ristorante e barIl menu, la prenotazione del tavolo e qualche gioco per i clienti.